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K2 – IT

KA2 GIOVANI “WORK BASED LEARNING”

Erasmus+ KA2. Partenariati strategici nel settore gioventù

Work Based learning – The entrance to the professional future

SITO INTERNET: http://work-basedlearning.eu/

DATE DEL PROGETTO: 01/03/2019 – 01/08/2020

Le organizzazioni coinvolte attivamente nel settore gioventù hanno evidenziato problemi relativi alla stagnante disoccupazione giovanile che affligge l’Europa. Il progetto nasce dopo un attento studio e analisi dei dati e statistiche ufficiali del mercato, dal quale è emersa la mancanza di competenze professioni in base ai bisogni del mercato settoriale.

Inoltre, problemi legati all’inadeguatezza delle competenze, mancanza di spirito imprenditoriale e/o formazione professionale sono alcune delle problematiche che sono state individuate e con le quali molti giovani si sono dovuti scontrare quando si sono affacciati al mondo del lavoro. Appare alquanto urgente la necessità di reagire e fornire soluzioni in merito a tali questioni poiché il passaggio dall’istruzione al lavoro diventa sempre più difficile per i giovani oggigiorno. In qualità di organizzazione impegnata nel campo della mobilità internazionale per l’apprendimento, Horizon ProConsult Ltd ha deciso di intraprendere un’azione per portare il suo contributo concreto al miglioramento della situazione attuale.

work based learning project

Work Based Learning mira a creare un ambiente di empowering per i giovani e consentirgli di intraprendere una mobilità WBL (Work based learning).

Il partenariato mira ad offrire e scambiare competenze in termini di creazione di un ambiente favorevole alla mobilità per l’apprendimento basato sul lavoro, per questo motivo si cercherà di provocare un impatto a lungo termine per garantire un futuro positivo ai giovani che vivono nella comunità dell’UE. Il suddetto progetto ha lo scopo di creare un ambiente di empowering per i giovani e consentirgli di intraprendere una mobilità WBL (Work based learning) e promuovere un approccio olistico per favorire l’occupabilità giovanile collegando il mercato del lavoro, l’educazione formale e non formale, contribuire alla creazione di reti intersettoriali e di cooperazione multilivello a lungo termine.

I seguenti obiettivi del progetto sono stati specificati al fine di apportare soluzioni positive alla situazione descritta:

  • Sviluppare le competenze degli Youth worker per diventare leader del settore dell’empowering WLB e creare strategie che promuovano la mobilità WBL come percorso educativo complementare per aumentare l’occupabilità dei giovani;
  • Favorire la cooperazione negli scambi di conoscenze e lo sviluppo della capacità nel settore specifico basato sulla mobilita tra i paesi partners;
  • Creare e rinforzare la sinergia tra i settori dell’educazione formale, non formale e il mercato del lavoro cosicché da fondare un ambiente per una cooperazione cross-settoriale con l’obiettivo di migliorare l’occupabilità giovanile;
  • Fornire alle giovani organizzazioni sia una guida che strumenti per portare i settori alla creazione di un contesto di empowering per l’apprendimento basato sul lavoro;
  • Creare le condizioni necessarie e sostenere lo sviluppo di reti intersettoriali a livello UE, creando così uno spazio per la creazione di nuove opportunità di mobilità dell’apprendimento basato sul lavoro e la loro accessibilità per i giovani;
  • Incoraggiare lo sviluppo di un sistema intersettoriale multilivello che promuova concretamente l’apprendimento attraverso mezzi educativi diversi da quelli formali e soprattutto attraverso il coinvolgimento diretto in incarichi e attività pratiche di lavoro.

work based learning kick off

Attività previste:

  • Kick-off Meeting – Aprile 2018, Sede: Sofia, Bulgaria;
  • Giugno 2019, Sede: Saragozza, Spagna; Seminario di formazione per lo sviluppo delle competenze e dell’esperienza degli Youth worker in termini di creazione di un ambiente di empowering per le opportunità di mobilità offerta dal WBL;
  • Fase di lavoro locale – incontri specifici con i giovani con minori opportunità e NEET e con gli stakeholder;
  • Novembre 2019, sede: Larissa, Grecia Meeting di valutazione intermedia;
  • Febbraio 2020, sede: Sofia, Bulgaria; Seminario di empowering su come sostenere la migliore implementazione degli schemi del WBL, condivisione di buone pratiche ed elaborazione di raccomandazioni;
  • Final Evaluation Meeting – luglio 2020, sede: Sassari, Italia.

Maggiori informazioni in questo PDF

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KA2 “FEMME”

Il progetto “Fostering Entrepreneurial Mindset in Migrants through Education” (FEMME) si propone di sviluppare lo spirito imprenditoriale e le relative competenze (hard/soft skills) nelle giovani donne di età compresa tra i 18-25 anni migranti di prima e seconda generazione e potenziali imprenditori. 

Il target group diretto del progetto saranno le giovani donne migranti nei paesi partner che soffrono di emarginazione economico-sociale, interessate e motivate a diventare imprenditrici, rilanciando e sviluppando le loro idee imprenditoriali. 

FEMME mira a sviluppare lo spirito imprenditoriale e le relative competenze (hard/soft skills) nelle giovani donne di età compresa tra i 18-25 anni migranti di prima e seconda generazione e potenziali imprenditori.

Il progetto si rivolgerà anche direttamente agli operatori giovanili dei partner, interessati ad acquisire strumenti di sostegno imprenditoriale per le giovani donne migranti. L’obiettivo indiretto del progetto è il più ampio pubblico di giovani donne migranti svantaggiate nei paesi partner e in Europa, così come gli operatori e le organizzazioni giovanili che lavorano con questo obiettivo specifico o come sottoinsieme della più ampia popolazione giovanile. Il progetto risponde alla sfida di rafforzare lo spirito imprenditoriale e l’istruzione dei giovani nell’UE, al fine di aumentare i tassi di creazione di imprese e fornire ai giovani percorsi alternativi di occupabilità e realizzazione personale, con particolare attenzione alle giovani donne. 

Secondo gli ultimi dati statistici della CE (cfr. https://ec.europa.eu/growth/smes/promoting-entrepreneurship/we-work for/women_en), la sfida della partecipazione femminile all’attività imprenditoriale è notevole: le donne rappresentano il 52% della popolazione europea totale, ma solo il 34,4% dei lavoratori autonomi dell’UE e il 30% dei principianti. 

Le società europee sono anche al centro delle dinamiche dei flussi migratori e dei flussi di rifugiati, nonché della relativa sfida di integrare vaste masse di rifugiati, molti dei quali sono donne. I dati dell’UNHCR quantificano in 350.000 persone il numero di cittadini di paesi terzi che hanno attraversato il Mediterraneo solo nel 2016. Questa tendenza è già in atto, e lo sarà sempre più in futuro, per orientare l’evoluzione delle società europee in una prospettiva multiculturale. Oggi, la popolazione complessiva dell’Europa è composta da stranieri fino al 5%. 

Lungi dal rappresentare un ostacolo allo sviluppo delle società di accoglienza, i migranti hanno ripetutamente dimostrato di fornire un valore aggiunto alla crescita socioeconomica fornendo un ulteriore bacino di motivazione e potenziale imprenditoriale. Come sottolineato dal piano d’azione dell’UE “Imprenditorialità 2020”, se l’Europa vuole sfruttare al meglio le opportunità offerte da un ambiente globale in continua evoluzione e sfida, l’imprenditorialità deve diventare il motore della crescita dell’economia europea, che “ha bisogno di un cambiamento culturale profondo e di vasta portata”. Il piano d’azione sottolinea inoltre che i migranti rappresentano una componente preziosa di questa evoluzione, a causa dei tassi più elevati di creazione di imprese rispetto ai cittadini nazionali, ma “nonostante i migranti abbiano tassi di creazione di imprese più elevati rispetto al resto della popolazione, essi falliscono di più a causa della mancanza di informazioni, conoscenze e competenze linguistiche”. Le donne migranti sono motivate a diventare imprenditrici, ma devono affrontare una serie di barriere legate all’accesso alla formazione, ai servizi di supporto alle imprese, alle barriere linguistiche, a competenze manageriali e di marketing inadeguate. 

Loro rappresentano inoltre obiettivi particolarmente vulnerabili, in quanto tali barriere vengono aggravate dallo squilibrio di genere. Il progetto mira ad affrontare le sfide sopra identificate fornendo alle giovani donne migranti in possesso di motivazioni imprenditoriali le attitudini e le competenze necessarie per avviare e far crescere le proprie start-up.  

FEMME realizzerà questo obiettivo attraverso quanto segue: 

– Ricerca per l’identificazione dei bisogni formativi delle giovani imprenditrici migranti e il loro collegamento con l’offerta formativa esistente, realizzata attraverso una combinazione di ricerca e indagini sul campo. 

– Guida per le imprenditrici migranti con metodologie di autoapprendimento che le aiutano a dare forma e a sviluppare le loro idee imprenditoriali. La Guida sarà testata e valutata nell’ambito di una specifica mobilità formativa con future imprenditrici migranti. Una successiva sessione locale di Piloting consentirà ai partecipanti di testare ulteriormente la Guida come strumento di orientamento concreto per la creazione e lo sviluppo della propria impresa. 

– Toolkit per Trainer. Il Toolkit integrerà linee guida e metodi della NFE su misura per le esigenze degli operatori giovanili che desiderano implementare programmi educativi per responsabilizzare le future imprenditrici migranti. 

– Moduli online e piattaforma web. I partner produrranno una specifica piattaforma web con moduli di e-learning integrati in più lingue, destinati a un pubblico di giovani donne migranti in Europa. I moduli forniranno al target informazioni utili ed esercizi di supporto per la progettazione e lo sviluppo delle proprie idee imprenditoriali. 

La sperimentazione del Toolkit e del Manuale sarà realizzata in un contesto di mobilità degli youth workers. 

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KA2 ADULTI “EURBANITIES” 2.0

“L’inclusione sociale consiste nel garantire che tuttibambini eadulti, abbiano i mezzi necessari per una partecipazione attiva come membri stimati, rispettati e abili allinterno delle loro comunità e società.” Laidlaw Foundation (Toronto, Canada). 

Pare ovvio che concetti come inclusione sociale e partecipazione siano correlati. Se la parola partecipazione è stata a lungo intesa come un principio essenziale dei diritti umani ed una pratica attiva di cittadinanza, dagli anni 2000, è chiaramente emersa una nuova dimensione della partecipazione attraverso la diffusione del concetto di empowerment ovvero di responsabilizzazione o potere. 

Eurbanities 2.0 è un progetto che mira a rafforzare il coinvolgimento attivo dei cittadini alla partecipazione come co-creatori della rigenerazione dei quartieri urbani. 

Questo nuovo concetto di partecipazione cittadina è emerso allinterno di discorsi europei sullo sviluppo urbano integrato, collegandolo poi alle condizioni politiche favorevoli per aumentare il coinvolgimento dei cittadini in processi locali ed aiutando nella diffusione dello sviluppo tecnologico e alla connettività di un numero crescente di persone ad Internet, indipendentemente dalla loro età o stato sociale. 

Eurbanities 2.0 è un progetto che mira a rafforzare il coinvolgimento attivo dei cittadini alla partecipazione come co-creatori della rigenerazione dei quartieri urbani.

Questa nuova dimensione di sensibilizzazione delle persone ha cambiato anche il concetto e l’approccio della pianificazione partecipativa. Le forme e il contenuto della partecipazione dei cittadini si sono ampiamente spostati oltre i “semplici” processi di fornitura e raccolta di informazioni da e verso gli abitanti di un’area. Grazie alla trasformazione dell’economia e della comunicazione, sono stati sviluppati nuovi strumenti di partecipazione a supporto della mobilitazione delle comunità per favorire il coinvolgimento reale di cambiamenti radicali nei loro quartieri e diventando così partner di pari livello a chi si occupa dei movimenti politici ed economici allinterno del processo di cambiamento sociale locale. 

Il fenomeno emergente che vede cittadini diventare co-creatori dello proprie città si basa su un gran numero di esperienze e tecniche, parte delle quali sono integrate da alcune autorità cittadine, come il bilancio partecipativo, la condivisione di infrastrutture, ecc. Le nuove forme di impegno civico sono considerate appartenenti alla “terza generazione di città intelligenti” in cui, strumenti intelligenti basati su tecnologie digitali, vengono utilizzati per sensibilizzare direttamente i cittadini ad essere i veri proprietari ed utenti della città coinvolgendoli sempre di più nella ricostruzione del loro ambiente. 

In questo contesto, ritenendo che il trasferimento di conoscenza sia una delle forme più importanti di empowerment, Eurbanities 2.0 svilupperà un metodo di apprendimento complesso da utilizzare nell’educazione non formale degli adulti per autorizzare i cittadini a diventare “co-creatori” attivi delle loro città quartieri. 

Eurbanities 2.0 mira a responsabilizzare i cittadini allimpegno attivo nello sviluppo di quartieri urbani europei equo- sostenibili. Il progetto è un veicolo tramite cui trasferire le conoscenze su strumenti e metodi di partecipazione dei cittadini alla pianificazione urbana attiva ed allo sviluppo del vicinato attraverso la creazione di strumenti di apprendimento basati sul gioco. 

Eurbanities 2.0 sarà basato su un approccio più recente della partecipazione urbana considerando i cittadini come co-creatori dei loro quartieri. 

Eurbanities 2.0 è il follow-up diretto del progetto Eurbanities recentemente concluso. Il consorzio si basa quindi su una partnership esistente ed esperta, completata da 3 nuovi membri. I 7 partner rappresentano le principali competenze necessarie in materia di giochi, partecipazione dei cittadini e insegnamento. 

GRUPPI TARGET: 

I principali gruppi target del progetto sono: 

  1. Formatori ed educatori esperti nell’educazione nonformale diadultiche lavorano con cittadini e studenti di ambienti svantaggiati; 
  2. Cittadini che vivono in quartieri svantaggiati o in situazionial margine;
  3. Attivisti e facilitatori che supportano le persone a livello locale

Il progetto avrà un effetto indiretto su studenti di ordine diverso allinterno di un curriculum formale e rappresentanti di autorità locali e stakeholders coinvolti nel processo. 

CONTESTO: 

“L’inclusione sociale consiste nel garantire che tuttibambini eadulti, abbiano i mezzi necessari per una partecipazione attiva come membri stimati, rispettati e abili allinterno delle loro comunità e società.” Laidlaw Foundation (Toronto, Canada). 

Pare ovvio che concetti come inclusione sociale e partecipazione siano correlati. Se la parola partecipazione è stata a lungo intesa come un principio essenziale dei diritti umani ed una pratica attiva di cittadinanza, dagli anni 2000, è chiaramente emersa una nuova dimensione della partecipazione attraverso la diffusione del concetto di empowerment ovvero di responsabilizzazione o potere. 

Eurbanities 2.0 è un progetto che mira a rafforzare il coinvolgimento attivo dei cittadini alla partecipazione come co-creatori della rigenerazione dei quartieri urbani. 

Questo nuovo concetto di partecipazione cittadina è emerso allinterno di discorsi europei sullo sviluppo urbano integrato, collegandolo poi alle condizioni politiche favorevoli per aumentare il coinvolgimento dei cittadini in processi locali ed aiutando nella diffusione dello sviluppo tecnologico e alla connettività di un numero crescente di persone ad Internet, indipendentemente dalla loro età o stato sociale. 

Questa nuova dimensione di sensibilizzazione delle persone ha cambiato anche il concetto e l’approccio della pianificazione partecipativa. Le forme e il contenuto della partecipazione dei cittadini si sono ampiamente spostati oltre i “semplici” processi di fornitura e raccolta di informazioni da e verso gli abitanti di un’area. Grazie alla trasformazione dell’economia e della comunicazione, sono stati sviluppati nuovi strumenti di partecipazione a supporto della mobilitazione delle comunità per favorire il coinvolgimento reale di cambiamenti radicali nei loro quartieri e diventando così partner di pari livello a chi si occupa dei movimenti politici ed economici allinterno del processo di cambiamento sociale locale. 

Il fenomeno emergente che vede cittadini diventare co-creatori delle proprie città si basa su un gran numero di esperienze e tecniche, parte delle quali sono integrate da alcune autorità cittadine, come il bilancio partecipativo, la condivisione di infrastrutture, ecc. Le nuove forme di impegno civico sono considerate appartenenti alla “terza generazione di città intelligenti” in cui, strumenti intelligenti basati su tecnologie digitali, vengono utilizzati per sensibilizzare direttamente i cittadini ad essere i veri proprietari ed utenti della città coinvolgendoli sempre di più nella ricostruzione del loro ambiente. 

In questo contesto, ritenendo che il trasferimento di conoscenza sia una delle forme più importanti di empowerment, Eurbanities 2.0 svilupperà un metodo di apprendimento complesso da utilizzare nell’educazione non formale degli adulti per autorizzare i cittadini a diventare “co-creatori” attivi delle loro città quartieri. 

Il metodo da sviluppare, definito innovativo, risponderà ai principi dei processi sopra descritti; 

il procedimento si basa sul principio dell’apprendimento misto: il curriculum conterrà infatti parti offline e online; quest’ultima, basata su un gioco online, simula gli scenari e strumenti della partecipazione attiva dei cittadini nella pianificazione del proprio vicinato. Entrambi gli strumenti verranno sviluppati in base a una serie di buone pratiche già preesistenti in materia di coinvolgimento della cittadinanza nelle città e sulla valutazione delle esigenze dei cittadini per essere autorizzato a diventare attivo nei processi di pianificazione locale. 

Sia il gioco che il curriculum verranno poi realizzati durante un processo di co-creazione che coinvolge, in alcuni punti, studenti e stakeholders con l’aiuto di specifici metodi innovativi di co-design. 

https://www.fastcompany.com/3047795/the-3-generations-of-smartcities 

 

ATTIVITA’ 

Le principali attività del progetto saranno suddivide in pacchetti di lavoro che ripartono il progetto in 

fasi diverse, come segue: 

1) L’analisi di buone pratiche e una prima parte della valutazione delle esigenze avranno luogo nel primo anno del progetto, portando all’identificazione di principali strumenti, metodi e scenari nella pianificazione partecipativa; 

2-Il co-design dei principali obiettivi, messaggi ed elementi sia del gioco che del curriculum nel quadro di un primo laboratorio di addestramento di co-design e Game Hackathon; 

3-Produzione dei primi prototipi del gioco e del curriculum; 

4-Test dei due prototipi e co-creazione di miglioramenti nell’ambito di due laboratori di formazione in co-design; 

5-Creazione delle versioni finali del gioco e del curriculum che incorpora il gioco; 

6-Presentazione dei principali risultati del progetto e test del gioco in 5 eventi di promozione locali. 

Le attività saranno incentrate su 8 incontri transnazionali tra cui sono inclusi un incontro iniziale ed uno finale e tre laboratori transnazionali di formazione in co-design destinati ad attività di apprendimento e co-creazione. 

La gestione del progetto sarà implementata dal Partner Coordinatore CRN, in stretta interazione con l’intero partenariato: ogni partner sarà assegnato al coordinamento di specifici pacchetti di lavoro in base alle proprie competenze. Le decisioni generali e la gestione di ipotetici problemi saranno realizzate dal comitato direttivo del progetto con il contributo di un comitato di esperti esterni. 

 

TAPPE PRINCIPALI: 

10.2019: incontro iniziale, Berlino. (M1) Inizio del progetto, obiettivi principali, linee guida per le pratiche intelligenti 

Valutazioni iniziali e valutazione delle esigenze A1,2,3,7,8,9,10 

01.2020: 2 ° TPM, Cracovia, griglia di valutazione (M2) e questionario di valutazione delle esigenze 

04.2020: 1a relazione sullo stato di avanzamento 

06.2020: 3rd TPM, Graz (M3): presentazione delle buone pratiche, analisi, bozze e questionari di valutazione dei bisogni; preparazione del 1 ° laboratorio di formazione 

11.2020, Göteborg: 1st Training Lab per game co-design (T1) 

12.2020: 2a relazione sullo stato di avanzamento 

01.2021: 4th TPM, Bucarest (M4): finalizzazione di personaggi di gioco e sceneggiatura; discussione del curriculum, prima bozza del manuale 

05.2021: 5th TPM, Potenza (M5): risultati parziali dello sviluppo del gioco e del curriculum, preparazione di Lab 2 e 3 per test di gioco e curriculum 

06.2021: 3 ° Rapporto sullo stato di avanzamento 

10.2021 Germania 2nd Training Lab on co-design del gioco e del curriculum (T2) 

11.2021: Polonia: 3 ° laboratorio di addestramento sulla coprogettazione di giochi e curriculum (T3) 

12.2021: 4 ° Rapporto sullo stato di avanzamento 

01.2022: 6 ° TMP Göteborg (M6): valutazione dei laboratori, miglioramenti finali del gioco, agenda e partecipazione agli eventi di diffusione, interventi politici 04 

04.2022: 7 ° TMP, Sassari (M7): domande finali legate a eventi di gioco, curriculum e diffusione 

04.2022: 5 ° Relazione sullo stato di avanzamento 

06.2022: Berlino, Sassari, Cracovia, Graz, Bucarest: eventi di diffusione locale 

08.2022: Final TMP a Berlino (M8) 

08.2022: Relazione finale 

 

INCONTRI TRASNAZIONALI 

Agli incontri transnazionali parteciperanno tutti i partner, ciascuno dei quali delegando almeno 2 persone a ciascuna riunione. A ciascun partner verrà addebitato l’hosting di un evento, il partner principale CRN ospiterà l’incontro d’apertura e quello finale. 

 

Ott 2019: Kick-off meeting, Berlino 

Gennaio 2020: 2 ° incontro transnazionale, Cracovia (M2) 

Giugno 2020: 3 ° incontro transnazionale, Graz (M3): 

Gennaio 2021: 4 ° incontro transnazionale, Bucarest (M4) 

Maggio 2021: 5 ° incontro transnazionale, Potenza (M5) 

Gennaio 2022: 6 ° incontro transnazionale, Goteborg (M6) 

Aprile 2022: 7 ° incontro transnazionale, Sassari (M7) 

Agosto 2022: incontro transnazionale finale a Berlino (M8) 

RISULTATI  

I principali risultati del progetto saranno: 

1-La creazione di un metodo pedagogico complesso e di un kit di strumenti per rendere attivi i cittadini alla 

pianificazione urbana ed agire come co-creatori dei loro quartieri. Il toolkit lo farà 

contenere: 

  1. a) un manuale sulle pratiche intelligenti con un’introduzione teorica del contesto, 10 pratiche intelligenti

sulla pianificazione partecipativa e la co-creazione di quartieri e una sintesi degli strumenti e dei metodi della pianificazione partecipativa intelligente; 

  1. b) il gioco onlineEurbanities0 e 
  2. c) il curriculum diEurbanities0 che incorpora il gioco. 

2- Una comunità forte e sostenibile di organizzazioni impegnate a utilizzare e migliorare il metodo anche dopo il ciclo del progetto. 

3- L’ampliamento della già esistente piattaforma Eurbanities. 

4- Un elenco di raccomandazioni politiche 

5- Un piano di sostenibilità del progetto che include un piano d’azione per l’uso a lungo termine del metodo. 

L’implementazione del progetto si baserà sul metodo critico di pensiero progettuale, un approccio mirato ad un’analisi critica e imparziale di una data situazione seguendo le fasi della progettazione: 

osservazione / interazione, empatia, formulazione del problema, deduzione della soluzione, test, alterazione e reiterazione. 

 

DISSEMINAZIONE 

La diffusione del progetto sarà un compito globale di tutti i partner, da gestire nel quadro di un pacchetto di lavoro distinto. 

Il metodo Eurbanities 2.0 dovrebbe essere utilizzato e migliorato ben oltre il ciclo del progetto, sulla base del piano di sostenibilità del progetto. Unito ai risultati del primo progetto Eurbanities, il metodo di apprendimento complessivo di Eurbanities coprirà l’intero ciclo di partecipazione dei cittadini ai processi urbani dal riconoscere ostacoli presenti durante la pianificazionepassando per la costruzione di comunità, fino alla pianificazione partecipativa ed all’impegno dei cittadini come co-creatori del loro quartiere. 

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KA2 Youth “RevenYouth LAB” (RYLAB)

“RevenYouth LAB” (RYLAB) Partnetariato Strategico Youth della durata di 24 mesi, che coinvolge due NGO dalla Spagna e dall’Italia e una istituzione di istruzione terziaria dalla Croazia con l’obiettivo di migliorare la transizione all’autonomia e l’occupabilità/partecipazione imprenditoriale nel campo della Imprenditoria Sociale dei NEET svantaggiati tra i 18 – 25.

Il progetto mira a ottenere l’obiettivo, mezionato precedentemente, attraverso la capitalizzazione sulla dimensione dell’educazione all’auto-occupabilità della gioventù attraverso un insieme di metodologie, il ruolo e il potenziale di Design Thinking, Personal Branding e il Coaching nel Business Management combinati con la Educazione Non-Formale come componenti, reciprocamente rinforzanti, di un approccio comprensivo e progressivo al Potenziamento Imprenditoriale.

RY LAB è basato sulla cooperazione a lungo termine tra le entità promotrici Europee e il loro assestamento combinato per quanto riguarda le sfide affrontate dai giovani con minori opportunità come i NEET in un obiettivo maggiore come promuovere l’occupabilità affiancata all’apprendimento, tirocinio e mobilità lavorativa con un prospettiva mirata all’accompagnamento nella transizione al campo dell’occupabilità, anche tra diverse forme di occupazione, livelli e tipologie di educazione e tirocinio.

Disoccupazione, esclusione sociale, deprivazione dell’educazione e opportunità di sviluppo personale mancate affliggenti ai NEET sensibili, appartenenti a una fascia di giovani europei, sta crescendo come motivo di preoccupazione per le autorità pubbliche, NGO e le entità stakeholder su diversi livelli. All’interno della popolazione giovanile, i giovani NEET sono i soggetti maggiormente vulnerabili, a causa dei vincoli multi-sfacettati e le sfide di sviluppo imposte dalle lacune educazionali e le barriere psicologiche.

La inabilità parziale della educazione formale e dei circuiti di partecipazione al riempire le lacune nell’occupabilità, sviluppo personale e opportunità di partecipazine è un fattore essenziale nella preparazione dello sviluppo di abilità e conoscenza, che consentirebbero i NEET ad ottenere autorealizzazione, potenziamento e valori e abilità aggiunte.

In questo contesto, lo sviluppo di approci comprensivi ed innovativi rivolti, a loro volta, allo sviluppo delle capacità di imprenditoria sociale dei NEET offre prospettive promettenti nel indirizzare le questioni di disallineamento delle competenze, esclusione dalla partecipazione e opportunità di occupabilità, mentre nello stesso momento migliorare la posizione sociale dei giovani come fornitori di valore sociale aggiunto alle comunità ospitanti.

Inoltre, la commissione europea nel suo “Entrepreneurship 2020 Actin Plan” ha sottolineato il valore aggunto delle azioni che mirano ad assicurare lo sviluppo e miglioramento della situazione socio-economica dei NEET, fornendo opportunità di apprendimento imprenditoriale.

RY LAB si basa sulla priorità di migliorare inclusione sociale, occupabilità e sviluppo prsonale con orientamento alla comunità dei giovani NEET attraverso uno sforzo coordinato tra i partner. Loro identificheranno, raccoglieranno e miglioreranno buone pratiche esistenti, condivideranno metodologie testate con successo all’interno delle loro organizzazioni, sviluperanno schemi educazionali di supporto ad alta qualità, rivolti all’impreditoria orientata al sociale, che saranno testati nelle situazioni reali, ed infine disseminate come modello di successo nelle comunità più grandi di operatori giovanili, trainer, organzzazioni e stakeholders.

Gli obiettivi, menzionati precedentemente, saranno ottenuti attraverso ricerche mirate, riunioni e attività di apprendimento. L’approcio di RY LAB al potenziamento imprenditoriale è basato sull acombinazione ponderata dei seguenti strumenti:

-Design Thinking

Metodologia di Design che fornisce approci basati sulle soluzioni ai problemi relativi al sviluppo personale e professionale, attraverso la comprensione dei bisogni umani e i processi ideali di pensiero/associazione. Design Thinking è estremamente utile per scoprire potenziale dormiente, come attitudini imprenditoriali ed ispirazione creativa.

-Self-Branding

Una serie di strumenti e attvità disegnate per migliorare auto introspezione, formazione positiva dell’identità personale, pianificazione e sviluppo della propria strategia di comunicazione personale (partiolarmente sui Social Media) e l’acquisizione deille relative competenze digitali.

-Coaching in Business Managament

Le metodologie di business coaching sono di accompagnamento al coaching one-to-one con i business manager e i proprietari. Questo metodo è basato sul successo imprenditoriale e include un misto di obiettivi a lungo e breve termine.

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KA2 VET “VET4Migre”

VET4MIGRE

Pagina Facebook del Progetto

“VET4MIGRE” è una Strategic Partnership nel settore VET coordinata dall’organizzazione danese “Crossing Borders”, con MVNGO nel ruolo di organizzazione partner. Il Consorzio progettuale si compone di 6 NGO da Danimarca, Italia, Grecia, Spagna e Bulgaria.

Il progetto si prefigge di promuovere l’inclusione sociale dei migranti nelle comunità di accoglienza e l’occupabilità di questi ultimi sul mercato del lavoro tramite lo sviluppo e l’adozione di metodologie di alta qualità finalizzate ad incrementare il coinvolgimento consapevole dei migranti nel settore imprenditoriale.

Il summenzionato obiettivo sarà raggiunto mediante il conseguimento dei seguenti risultati:

– Un Target Group Report basato su un’analisi di contesto eseguita in tutti i paesi partner sul tema dell’inclusione dei migranti nelle comunità locali nell’UE.

.- Una Guida per Migranti Imprenditori. 

– Un Tool KIt per gli operatori che lavorano nel VET con i Migranti.  

– Un Corso Online sull’Imprenditoria per Migranti.

Il progetto prevede una serie di attività transnazionali per il conseguimento degli obiettivi stabiliti, e nello specifico:

  1. Un Evento di Formazione mediante Job Shadowing, nel qualei membri dello staff delle organizzazioni partner apprenderanno la metodologia di insegnamento veloce nei Corsi di Lingua (Bulgaria, April 2019).

2) Transnational Meeting dei Partner:

    • M1: Meeting a Humlebaek (Danimarca).
    • M2: Meeting a Sassari (Italia)
    • Meeting a Cenes de la Vega (Spagna)
    • Meeting a Volos (Grecia)
  • Meeting a Potenza (Itala)

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Big Collaborative Sport “Life After Sports”

Life after Sports

 

“Life after Sports” è una Collaborative Partnership nel settore dello Sport della durata di 24 mesi che si propone di sviuppare un innovativo percorso formativo in 3 fasi nell’ambito delle Dual Careers degi Atleti, al fine di faciitare una connubio ottimale tra educazione e formazionedi alta qualità per gli atleti mediante l’utilizzo di sessioni di formazione frontali.

“Life after sports”  è coordianto da un Consorzio internazionale  presieduto da Champins Factory (Bulgaria). Gli ltri membri del Consorzio sono: Università della tessaglia (Grecia), Istanbul Kultur Ve Sport Dernegi (Turchia), Mine Vaganti NGO (Italia), Prva Rijeka Hrvatska Gimnazija (Croazia) ed Asociacion De Jugadores De Futbol Sala (Spagna).

Il programma sarà rivolto ad atleti di età 18-25, un’età particolarmente critica nella quale si verifica una cruciale transizione tra sport ed impegno professionale. In totale, la sperimentazione del programma di formazione pilota coinvolgerà 120 atleti dai 6 paesi partner.

Gli atketi saranno supportati da una serie di “Ambasciatori delle Dual Careers” firmati dai partner sportivi, in quaità di figure di riferimento per la facilitazione dell’integrazione sul mercato del lavoro.

L’obiettivo principale è facilitare una preparazione positiva alla combinazione della carriera sportiva dei giovani atleti fornendo a questi ultimi i necessari strumenti di formazione per mantenere un equilibrio ottimale tra sport ed educazione che possa aiutarli a mantenere un simile equilibrio fra l’impegno sportivo e la partecipazione nel mercato el lavoro in futuro.

Il progetto include una serie di attività cruciali funzionali allo sviluppo ed all’implementazione di un programma di formazione sostenibile che rappresenterà il risultato culminante del progetto.

Al fine di conseguire i risultati progettuali, saranno implementate le seguenti attività:
1- Kick-off meeting in Croazia
2- Corso di Formazione per gli “Ambasciatori delle Dual Careers” in Turchia
3- Meeting di valutazione di medio termine in Spagna
4- Meeting di valutazione finale in Bulgaria

I seguenti Output Intellettuali saranno prodotti tramite il lavoro collaborativo dei partner:

1) Report di una specifica ricerca sui Bisogni di Apprendimento dei Giovani Atleti
2) “Programma di Dual Career in 3 Fasi per i Giovani Atleti”
£) Linee Guida oer l’Implementazione del “Programma di Dual Career in 3 Fasi per i Giovani Atleti”

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Big Collaborative Sport “Curricular Pathways for Migrants’ Empowerment through Sport”

Curricular Pathways for Migrants’ Empowerment through Sport

Abstract

Coordinatore: MVNGO

Partner: Università dello Sport di Extremadura (Spagna), BulSport (Bulgaria), Champions Factory (Bulgaria), RSS (Croazia) Social Policy and Action Organization (Cipro), UCYMRU (Regno Unito), IFALL (Svezia)

“Curricular Pathways for Migrants’ Empowerment through Sport” (CPMES) si propone di utilizzare la metodologia di Educazione Attraverso lo Sport come veicolo per il rafforzamento delle competenze e dei curricula degli operatori sportivi operanti sul campo con categorie di target svantaggiati di origine migrante con il proposito ultimo di incrementare la partecipazione dei migranti nell’imprenditoria sportiva.

Il progetto persegue la specifica priorità delle Collaborative Partnership Erasmus Plus legata alla promozione dell’inclusione sociale e dell’uguaglianza nelle opportunità all’interno del settore sportivo. .

CPMES si propone di affrontare la problematica dell’esclusione sociale dei migranti in Europa, con un focus particolare sulla tematica della sistematica sottorappresentazione dei migranti nei ruoli direttivi dei club e delle organizzazioni sportive.

Le politiche dell’Unione Europea sottolineano la rilevanza dello Sport quale agente di inclusione sociale dei migranti, al tempo stesso sottolineando l’importanza dello Sport quale ambito di azione imprenditoriale.

Il “Libro Bianco sullo Sport”(2007) sottolinea il contributo dello Sport all’inclusione sociale ed all’inclusione dei migranti nella società.

In questo contesto, CPMES intende abilitare l’insieme degli operatori (Coach e Trainer sportivi) che lavorano con i migranti tramite lo Sport nel trasmettere l’insieme delle attitudini, abilità e strumenti imprenditoriali che compongono il profilo di un Imprenditore Sportivo.

CPMES comprende le seguenti attività:

1- Ricerca per l’identificazione degli esistenti bisogni di sviluppo imprenditoriale dei Migranti nel settore dello Sport.

2- Ricerca per l’identificazione degli esistenti profili professionali di educatori nel settore dell’Educazione Attraverso lo Sport operanti nell’ambito dello sviluppo delle competenze dei migranti nell’Imprenditoria Sportiva.

3- Creazione di un Formato di Training rivolto agli operatori (Coach e Trainer sportivi) interessati nello sviluppo di capacità nell’Imprenditoria Sportiva in un audience di discenti migranti.

4- Implementazione di una fase di Atività Locali in ciascun paese partner nel cui contesto saranno implementati workshop di sviluppo imprenditoriale nell’ambito sportivo con una platea di 20 discenti migranti per paese.

5- Creazione di una Piattaforma Web aperta al cui interno saranno inserite versioni digitali dei materiali prodotti e un specifico percorso di apprendimento nell’Imprenditoria Sportiva rivolto agli utenti migranti.

Per ulteriori informazioni, è possibile trovare gli output intellettuali nei seguenti collegamenti Final Report Migrants Upskilling needs in sport e Final Report Desk Research Partners

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Small Collaborative Sport “Winter Sport is Coming”

Winter Sport is Coming

Abstract

“WinterSport is Coming” (WSC) promuobe l’inclusione sociale ed il senso di cittadinanza europea rafforzando il rigetto degli stereotipi ed il dialogo interculturale mediante la promozione di una maggiore partecipazione dei giovani negli Sport Invernali e lo sviluppo di una cultura favorevole all’utilizzo educativo degli Sport Invernali da parte degli operatori sportivi.

Il progetto è gestito da un partenariato di 4 organizzazioni: Mine Vaganti NGO (Italia), ADEL (Slovacchia), Bulgarian Sports Development Association (Bulgaria) e Ski-Klub Rijeka (Croazia).

Gli Sport Invernali rappresentano una porzione sostanziale della tradizione sportiva europea, oltre che della presente pratica a livello amatoriale e professionistico.

Il Report “The Future of Winter Travelling in the Alps” rilasciato dall’associazione Future Mountiain International nel 2017, quantifica in 48,2 milioni gli sciatori attivi in Europa.

Gli Sport Invernali sono inoltre inseriti a pieno diritto nella tradizione e nei valori Olimpici.

Nel contesto della fase di preparazione del design progettuale, i partner hanno riscontrato una carenza di iniziative europee focalizzate specificamente sull’ambito degli Sport Invernali e sulla loro valenza educativa.

WSC si concentrerà sugli aspetti collegati al ruolo degli Sport Invernali nella cornice delle tematiche di inclusione sociale, sviluppo personale dei giovani e dialogo interculturale.

Nell’ambito del progetto, i Trainer e gli Atleti collaboreranno come gruppo di lavoro organico nell’esecuzione di una specifica ricerca sulle esistenti buone pratiche nell’utilizzo educativo degli Sport Invernali, cui valutazione ed elaborazione porterà alla creazione di specifici programmi di apprendimento per attività locali con i giovani.

Il risultato finale del progetto sarà una Guida multilingue contenente una illustrazione del progetto e delle metodologie sviluppate nel contesto del medesimo.

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Small Collaborative Sport “Education through Sport Network”

Education through Sport Network

“Education through Sport Network” (ETSN) è una Small Collaborative Partnership della durata di 12 mesi gestita da un Consorzio di 5 organizzazioni da 5 paesi partner.

I partner del progetto sono: Champions Factory LTD (Regno Unito), MVNGO (Italia), Budapest Association for International Sports (Ungheria), Sport Against Racism (Irlanda), Sports Club “Reflip” (Bulgaria).

L’obiettivo di fondo del progetto è rinforzare il network informale esistente tra i partner nell’ambito dell’Educazione Attraverso lo Sport e sviluppare il medesimo in una trasparente comunità di esperti nell’utilizzo attivo dell’Educazione Attraverso lo Sport (Education Through Sport Network).

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KA2 Adults “Blue Social Growth”

Blue Social Growth

L’obiettivo di ‘Blue Social Growth’ è sviluppare, organizzare e valutare un approccio educativo sperimentale per la formazione della popolazione insediata nelle piccole isole europee al fine di provvedere ai loro bisogni fondamentali- quali la recente crisi dei flussi di migranti e rifugiati- mediante lo sviluppo di imprese sociali “Blue Growth”.  Il progetto utilizzerà l’apprendimento pratico, l’e-learning, la co-creazione e lo sviluppo di abilità imprenditoriali quali approccio per stimolare l’acquisizione di un bagaglio di competenze adeguato al XXI secolo e supportare la nascita di imprese sociali collaborative incentrate sull’interazione positiva fra ecosistemi terrestre e marittimo (Blue Growth).

‘Blue SoG’ si concentra su due tematiche distinte ma al tempo stesso strettamente collegate:

a) La condivisione e la co-creazione mediante un processo partecipato inclusivo di popolazioni marginalizzate e finalizzato alla creazione di valore aggiunto per la sopravvivenza e la crescita delle medesime comunità.

b) Apprendimento. Il progetto svilupperà nuovi approcci di apprendimento ed e-learning, soggetti a successiva sperimentazione e validazione, mediante i quali sarà formalizzato e diffuso un insieme di abilità afferenti all’innovazione sociale ed all’imprenditoria sociale collaborativa  nel settore Blue Growth.

Le summenzionate azioni saranno portate a termine mediante:

  1. Una ricerca strutturata volta all’identificazione delle problematiche e dei bisogni dei gruppi target, nonché delle esistenti buone pratiche facenti capo a categorie migranti di seconda generazione.

2) Apprendimento autonomo, creazione di Manuali e Guide illustrati su come i risultati di apprendimento oggetto del progetto possano essere conseguiti dalle categorie marginalizzate di riferimento.

3) Una piattaforma di e-learning comprensiva di canali digitali di networking.

4) Creazione di un approccio di apprendimento pratico comprensivo di workshop, sessioni di confronto e collaborazione fra migranti di seconda generazione e rifugiati, mentoring tra pari e coaching basato sulle tecnologie digitali.

5) Un processo di validazione riferito ai meccanismi di consultazione ed ai risultati conseguiti nell’ambito del progetto.

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